Intervista a Antonella Capobianco, autrice di Nei Nostri Sogni

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Una storia ambientata a Napoli, tematiche d’attualità importanti e la dimensione dei sogni come chiave di comprensione e lettura di una vicenda materna e soprannaturale: “Nei Nostri Sogni” di Antonella Capobianco, opera prima pubblicata nel 2021 da PAV Edizioni, è un romanzo dal realismo fantastico, onirico soprattutto, che affronta l’incomunicabilità tra genitori e figli, il coming out, lo scontro culturale nel nostro paese. Problematiche all’ordine del giorno, temi di profonda contemporaneità di cui l’autrice, napoletana e torrese d’adozione, parla in questa intervista.

Antonella, tu sei napoletana ma hai vissuto a Torre del Greco. A quale delle due città senti di appartenere di più e quali sono i punti in comune e le differenze tra il piccolo centro vesuviano e la grande metropoli?

Napoli è una metropoli e quindi ha il fascino della grande città, che nell’immaginario  collettivo  è spesso vista come terra di opportunità da chi vive in provincia. A mio avviso ci sono soltanto però pochissime differenze e queste riguardano forse davvero soltanto le diverse dimensioni del territorio, che generalmente rendono qualunque cittadina di provincia inevitabilmente più chiusa. Posso dire però, avendo trascorso molti anni a Torre del greco e più di trenta a Napoli, che grosse differenze non né ho notate.

Il tuo romanzo affronta di petto il calvario cui è sottoposta una famiglia intera, dovuto alla sofferenza e alla dolorosa elaborazione di un lutto. Come hai affrontato in famiglia invece la novità, da debuttante e scrittrice emergente, di un libro? Incoraggiamenti, dubbi, perplessità?

I miei figli e mio marito mi hanno molto incoraggiata.

Se la tua storia fosse stata ambientata in un altro paese, magari dell’Unione Europea per circoscrivere il campo, secondo te l’episodio di intolleranza che coinvolge il figlio di Emma o quello di scontro culturale per l’amore di Adila si sarebbero verificati ugualmente o nel nostro paese rappresentano sintomi di ferite ancora scoperte?

Nel nostro paese, ma in special modo al Meridione – dispiace ammetterlo – esistono pregiudizi ancora troppo radicati . Finché certi limiti culturali non saranno superati, si verificheranno ancora  episodi di intolleranza. Purtroppo il nostro è un paese ancora troppo “vecchio”.

Se volessi associare ad alcuni momenti del libro una canzone, quale sceglieresti?

Philadelphia di Neil Young.

I sogni dell’onironauta sono speciali, in quanto metasogni, e nel libro sono la congiunzione tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Il tuo sogno più bello qual è stato? E l’incubo peggiore mai avuto?

Poche volte ho fatto dei bei sogni. Invece faccio da anni un sogno ricorrente, cambia soltanto l’ambientazione, che mi mette molta ansia e tristezza. Arrivo al termine delle vacanze senza essere mai riuscita ad andare al mare, a causa di fattori esterni che mi ostacolano. L’atmosfera è lugubre e triste.

 

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