NAPOLI, SOLOMBRINO: “SCAMBI CON COMUNE E SOPRINTENDENZA COME GIRONI INFERNALI”

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La candidata: “Proficuo incontro con ordine degli architetti”
“Elevata burocrazia, sistemi lenti ed obsoleti, sono i temi centrali discussi ieri con l’Ordine degli architetti di Napoli e Provincia, un ottimo scambio sui problemi della città e sulle difficoltà della categoria. C’è un corto circuito tra i cittadini e chi li rappresenta, a partire dalla mancata presa di responsabilità degli uffici pubblici, costringendo alla produzione infinita di documentazione, scambi con il Comune e Soprintendenza attraverso gironi infernali e tempi lunghissimi di risposta. Tutto questo, insieme ad una gestione degli archivi cartacei in contrasto con la necessità di digitalizzazione, rende il rapporto tra cittadino, professionista e comune estremamente inefficiente”. Così, in una nota, il candidato sindaco di Napoli per il “Movimento 24 Agosto per l’Equita’ Territoriale” Rossella Solombrino. “Avere a che fare con il Comune di Napoli – ha incalzato la Solombrino  – non deve essere l’espiazione del peccato originale ma una necessità a cui si deve rispondere con efficienza e coerenza. In quest’ottica il nostro programma risponde a tale esigenza attraverso la sburocratizzazione e la semplificazione di norme e procedimenti, che possa venire incontro al cittadino come alle categorie professionali che lo rappresentano, lo faremo ascoltando le necessità dei cittadini e delle categorie professionali, facendo la ricognizione di tutti i procedimenti che ad oggi sono inefficienti e anche attraverso l’incentivo ad una presa di responsabilità dei dirigenti, ad oggi carente. Questo può avvenire incentivando il lavoro di chi dovrebbe essere al servizio dei cittadini orientandolo al risultato ma nello stesso tempo nella tutela di azioni legali della categoria, spesso disincentivanti ad ogni tipo di presa di responsabilità”.
“Con i rappresentanti dell’Ordine degli architetti abbiamo discusso della valorizzazione dei beni culturali e della necessità di un candidato sindaco che senza false promesse metta al centro il problema reale – ha spiegato la candidata – l’80% dei fondi per la tutela arriva dal Mibac , la spesa procapite per la tutela dei beni culturali a  Napoli è 18 euro a fronte ad esempio dei 145 di Trieste, dei 103 milioni stanziati nel 2020 solo 3 sono andati in tutto il sud e circa 100 al nord, a NAPOLI 0 EURO. Un sindaco di Napoli che realmente ha intenzione di risolverli i problemi non deve puntare a cercare la fiducia dei cittadini senza fatti , ma farsi voce dei cittadini e monitorare tali distorsioni, affinchè Napoli sia realmente al centro di uno sviluppo”.
“Ulteriore obiettivo sarà rilanciare il nostro patrimonio artistico,  attraverso una ricognizione delle opere ancora oggi abbandonate nel degrado e restituirle alla città, parliamo ad esempio delle 200 chiese addirittura murate come evidenziato da molti architetti della diocesi, e provare a creare ‘la via del sacro nel centro antico’, un percorso artistico volto all’attrattività turistica oltre che a ridare a Napoli il valore artistico che merita”.
Per la Solombrino infine è necessario che “Napoli possa godere economicamente del suo patrimonio, privilegiando nelle gare le aziende del territorio, in modo che non accada quello che avviene da esempio per Pompei, dove i fondi dei maggiori siti storici e culturali campani arricchiscono Venezia,  essendo gestiti da Coopculture con sede a Mestre.
Tutto questo può avvenire solo attraverso chi ha realmente a cuore il territorio e non chi deve rispondere alle segreterie di partiti del nord. Ringraziamo l’ordine degli architetti di Napoli e Provincia per questo scambio molto interessante e proficuo”.

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