2021, l’anno della rinascita? Anna Lepre: “Necessario un cambio di marcia della politica con misure reali e tangibili se si vuole tornare ad essere competitivi”

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Il 2021 per tanti sarà l’anno della rinascita in senso economico per il sistema del vecchio continente duramente provato dalle regole di una pandemia sanitaria che ha distrutto il concetto stesso di business almeno per come lo conoscevamo prima del 2020. Non tutti i Paesi, però, si sono concentrati a garantire al proprio sistema produttivo quelle risorse di cui necessita per continuare a competere sui mercati internazionali, come anche ad assicurare quella garanzia imprescindibile rappresentata dal marchio nazionale. Il più pesante degli scossoni, ma gli analisti non ne avevano dubbi, l’ha subito il Sistema Italia, il Made in Italy, come noi amiamo concepire il nostro cosiddetto marchio di fabbrica. Grazie a misure irrisorie ed a bonus niente affatto pertinenti alle reali esigenze del sistema produttivo tricolore, l’Italia continua a subire e a vagare nel limbo della pandemia in attesa di un Recovery Plan che non esiste ancora e di un Mes ancora specchietto per allodole.  Ma la speranza per il 2021 resta, e coincide con tante richieste provenienti dall’ ‘intelligéntia’ economia e produttiva. Tra le prime ad intervenire sull’argomento Anna Lepre, presidente Centro Studi della Lepre Group, nonché Presidente Interregionale del Settore Orafo di Confesercenti Campania e Molise. “Deponiamo molte delle nostre speranza nel 2021 – ha esordito la professionista – non rendendoci conto che solo con un cambio di marcia delle nostra politica possiamo tornare ad essere competitivi, ma in maniera particolare a ricucire quello strappo epocale compiuto dal Covid19”. La presidente Lepre ha poi continuato: “Dall’inizio della Pandemia abbiamo assistito ad una sorta di walzer delle cose inutili: bonus inefficienti; misure economiche al limiti dell’elemosina; parametri burocratici al limite del ridicolo; palliativi fiscali inconcludenti, tutto condito dalla disarmante inefficienza ed inadeguatezza delle istituzioni preposte”. “Ciò che manca – ha proseguito Anna Lepre – è il coraggio di osare, quello di spingere le percentuali di recupero delle perdite delle PMI ad oltre la soglia tedesca, quello di garantire al sistema produttivo una liquidità reale e non condizionata da parametri di fattibilità e geolocalizzazione”. Lepre ha poi concluso: “Il 2021 impone questo salto che io definirei nell’iperspazio dell’economia, alla ricerca magari di un wormhole che ci conduca fuori dalle crisi generate dall’approssimazione e dalla negligenza di chi dovrebbe risanare, proteggere e promuovere”.

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