Centri estetici chiusi, Noemi scrive a Conte: non sono una serranda abbassata

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«Non sono una serranda abbassata». Così Noemi D’Inverno, 25 anni, titolare del centro estetico Total Beauty Nest di Acerra, in una lettera aperta al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Nelle zone rosse i centri estetici sono tra le attività chiuse.

«Le scrivo perché sono giorni che rileggo articoli inerenti l’ultimo DPCM che riguarda la Campania in zona rossa che ha avuto – tra le varie conseguenze – la chiusura dei centri estetici. Come le dicevo, sono giorni che rileggo. Rileggo e non capisco» scrive Noemi.

«Ho aperto la mia attività anni fa, dopo essermi formata professionalmente. Ho rischiato e scelto di restare nella mia terra che troppo spesso finisce nelle pagine di cronaca nera. – si legge nella lettera – Avevo 22 anni, tanta voglia di lavorare, tanta voglia di riscatto e, soprattutto, tanti sogni nel cassetto da realizzare. Aprire il centro non è stato che l’inizio».

«Oggi di anni ne ho 25, la voglia di lavorare, le aspirazioni, i sogni sono intatti, anzi più forti di prima, nonostante i mesi bui che tutti abbiamo vissuto. Mi son rimboccata le maniche e ho usato il periodo di lockdown per pensare a come riaprire il mio centro, in cui ho investito tutte me stessa, in maniera sicura. Vedevo davanti a me un futuro possibile. Difficile sì, ma possibile» ricostruisce la giovane imprenditrice.

«E così ho acquistato il termometro a infrarossi, un macchinario per la sanificazione all’ozono, mascherine chirurgiche nel caso qualche cliente ne fosse sprovvista, divisori in vetro, litri e litri di gel igienizzante… Quando finalmente ho potuto riaprire la mia attività ero pronta, pronta a questa nuova vita distanziata. Il mio lavoro e le mie clienti vengono prima di ogni cosa, per questo motivo ho continuato a limitare le mie relazioni. La vita è una scelta ed io a 25 anni ho scelto di mettere al primo posto le persone che quotidianamente si fidano di me e il centro in cui ho investito anima e corpo. Per questo motivo son andata avanti: ho trovato quindi un sistema efficace per continuare a fare lo stesso lavoro cambiando però le modalità» prosegue.

«Ecco però il nuovo DPCM, l’ennesimo, quello che mi ha letteralmente bloccata e paralizzata. Eccomi di nuovo qui a rileggerlo e a non capire, A non capire perché mi ritrovo nuovamente chiusa.
Io ho fatto la mia parte: ho trovato un modo per tutelare me stessa e le mie clienti. Lo Stato però doveva trovare un metodo per tutelare la mia attività e me come giovane imprenditrice. Ebbene, lo Stato dov’è?» si chiede Noemi.

«In questi giorni è difficile pensare al futuro, soprattutto perché c’è chi decide per me. Soprattutto perché non ho diritto di replica. Nessun contraddittorio. – scrive la giovane – Ai piani alti qualcuno ha scelto che tutti i centri estetici devono restare chiusi. Chiusi senza diritto di replica, chiusi anche se abbiamo una messa in sicurezza che oggettivamente ci consentirebbe di restare aperti. Per questo ho scelto di espormi, perché mi sento in dovere di parlare per tutti quelli della mia categoria. Ci siam fatti trovare pronti, eppure avete scelto di farci chiudere. Per quale motivo siamo stati penalizzati?»

«Quali sono i dati che han portato a questa decisione? Ho (e abbiamo) bisogno di risposte. La decisione dell’ultimo decreto ha il sapore della superficialità. Mi vien da pensare che qualcuno impreparato ci sia, di certo però non sono io. E qui non si tratta solo di trattamenti estetici. Noi ci occupiamo del benessere di una persona a 360 gradi. E in questo momento così difficile, prendersi cura di se stessi e degli altri è necessario. Ne abbiamo bisogno: tutti. Abbiamo bisogno di coltivare il nostro benessere fisico e mentale» spiega.

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