“La fragilità degli onesti”, l’esordio narrativo di Francesco Lisbona che racconta le vite difficili

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Esordisce in narrativa dopo il successo poetico internazionale, Francesco Lisbona, giovane autore campano naturalizzato fiorentino.

Una carriera letteraria iniziata molto presto ma già piena di soddisfazioni. A soli 25 anni, Lisbona -nativo di Aversa (CE) e laureando in Medicina e Chirurgia- ha collezionato numerosi premi (tra i tanti, quello vinto per la XX edizione del concorso internazionale di poesia Tra le parole e l’infinito, indetto dall’Award Cultural Festival International, e la menzione speciale al concorso poetico nazionale Aldo Forchia) e si è guadagnato un’importante collaborazione con la prestigiosa rivista internazionale di poesia edita da Olschki, Gradiva, catalogandosi come uno dei poeti più giovani che la stessa abbia mai scelto di pubblicare, e il “Simposio italiano” dell’Associazione Notre Italie.

Rappresenterà inoltre l’Italia a Cracovia, durante la prossima giornata nazionale della poesia.  I suoi testi sono già stati acquistati dalla biblioteca polacca.

Si presenta quindi al mondo della narrativa italiana con un romanzo edito dalla Società Editrice Fiorentina e introdotto dalla prefazione di Luigi Fontanella, autorevole critico letterario e docente alla State University of New York.

L’opera porta il titolo di un’altra sua creatura, “La fragilità degli onesti”, piattaforma culturale web di grande successo.

Il libro, prosimetro di fatto, è un prezioso collettore di ritratti di vita.

Storie di famiglie difficili e di violenze della Parigi bene del XXI secolo si alternano agli eventi che nel 2014/2015 sconvolsero il mondo.

Protagonista è il giovane e introspettivo Victor, studente di medicina francese che vive un’esperienza di Erasmus in Italia, soggiornando in un caratteristico collegio fiorentino, il Sant’Acario, forse il “personaggio” più autentico del romanzo. Lì, tra immagini di grottesca quotidianità e drammatica intensità, conoscerà biografie particolari di personaggi che altrimenti si sarebbero persi nell’anonimato del mondo di oggi, in cui tutti sembrano protagonisti ma nessuno viene conosciuto davvero.

A contornare la storia ci saranno due donne da lui amate, una da dimenticare e l’altra da capire, qualche ferita da guarire e tante nuove consapevolezze, perché, alla fine, “non si scappa mai da ciò che non si è del tutto risolto”. Victor lo imparerà a sue spese, comprendendo che si può essere onesti solo accettando tutte le proprie fragilità, anche quelle che fanno più paura. Si delineerà, man mano che i contatti con i vari personaggi diventeranno più complessi, anche il suo passato, cioè quello di un ragazzo che si era innamorato, all’età di sedici anni, di una problematica parigina, Marilène, vittima di un padre violentissimo e di una madre indifferente, e che lascerà nel giovane protagonista un radicato senso di terrore nei confronti dei rapporti umani, tanto da temere persino la possibilità di tornare ad amare ancora.

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