Cestari a Feltri: “Su ‘questione Italia’ c’è da costruire insieme, ma mai demolendo”

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A seguito delle ultime polemiche che hanno infuocato il dibattito politico e sociale relativamente alle esternazioni del direttore di Libero Vittorio Feltri nell’ambito della trasmissione “Fuori dal Coro” in onda su rete Mediaset, l’ingegner Alfredo Cestari, noto imprenditore italiano, numero 1 del Gruppo Cestari, nonché Console Onorario della Repubblica Democratica del Congo, presidente della Camera di Commercio Italafrica e Commissario Generale di Burundi Expo, ha invitato il direttore del Quotidiano milanese, ad una riflessione più approfondita della cosiddetta ‘questione Italia’.

LA LETTERA

Egregio Direttore Feltri,
non entrerò nel merito delle Sue pubbliche esternazioni in quelle del Format “Fuori dal Coro” condotto da Mario Giordano, nè farò cenno alla Sua proverbiale contrarietà a tutto quello che si muove al di sotto di Bologna ma, viceversa, la mia idea è sottoporre alla Sua attenzione di intellettuale e giornalista di lungo corso qualche mia breve riflessione.
In queste tragiche settimane caratterizzate dalla Pandemia da Coronavirus, terrorizzate dalla paura del contagio; funestate dalla morte di migliaia di Italiani, devastate da un Made in Italy che cola a picco; drammatizzate da un sistema Paese non pronto a questi scossoni della storia, ma che con uno straordinario coraggio, segno distintivo di italianità, è riuscito a contrastare il dramma epidemiologico, pensavo si potesse parlare finalmente di Unità, di tricolore, di voglia di rinascere tutti insieme, dalle Alpi a Lampedusa, di rivendicare quell’italianità che ci ha condotto attraverso le nostre eccellenze sanitarie, ad individuare la strada farmacologica per superare l’emergenza;
Ho continuato a pensare che la contrapposizione tra nord e sud appartenga a vecchi ed ingannevoli stereotipi da Questione Meridionale, non più applicabili al tessuto sociale ed industriale post globalizzato che viviamo;
Penso fermamente, come anche confermato dagli analisti economici, che il Mezzogiorno del nostro Paese sia chiamato a svolgere un ruolo strategico e fondamentale in questa seconda fase della pandemia sanitaria. Un ruolo di guida e di mediazione nella consapevolezza che in quel paniere dove noi immaginiamo il Pil, ci possa tornare ad essere una nazione unita, solidale, coraggiosa, unica e indivisibile al cospetto di una Europa sempre più franco-sassone che ci spinge ad ipotecare il nostro futuro e quello dei nostri figli;
La esorto a pensare al nostro retaggio storico, al nostro dovere sociale e morale nei confronti delle generazioni future, nei confronti di chi ha dato la vita in guerra come in pandemia e sulla loro memoria costruire un Paese nel quale tutti siano fieri di vivere.
L’Italia si avvia ad esercitare un ruolo importante nel Vecchio Continente come nel resto del mondo; Il giardino d’Europa è oggi una spiaggia, un confine, un lenzuolo d’acqua che spinge le nostre convinzioni e le nostre intuizioni verso altri lidi dai quali oggi giungono a noi persone, ma un giorno torneranno anche ricchezze.
E’ in questa direzione umana, morale e imprenditoriale che stiamo profondendo ogni sforzo per tornare ad essere competitivi nella consapevolezza di essere un unico popolo senza distinzioni, senza inferiorità di nessun genere, con una sola bandiera che ci sventola in testa.
Pensi, egregio direttore Feltri, io viaggio molto per lavoro e dovunque nel mondo io giunga incontro un forte amore e devozione per l’Italia. Sono fiero di essere Italiano, fiero di essere meridionale, fiero di lavorare tutto il girono per la mia terra. Sà, noi lavoriamo talmente tanto, da non avere il tempo di concepire assiomi esistenziali.
Poi, per fortuna, a giudicarci sarà la storia, e non certo giornali o talk show.

Alfredo Cestari
Presidente Camera di Commercio ItalAfrica

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