Al Madre un weekend con la presentazione di una nuova opera, eventi performativi, visite guidate e incontri

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Venerdì 25, ore 18.00 presentazione dell’opera BELL

Sabato 26 e domenica 27, ore 10.30 e 12.00 visite guidate con Open House

Domenica 27, ore 11.30 presentazione del libro di Armando Punzo

Domenica 27, ore 18.00 e ore 21.00 spettacolo 629 – Uomini in gabbia

in collaborazione con Nuovo Teatro Sanità

Al Madre, museo d’arte contemporanea della Regione Campania, in programma nel weekend eventi performativi, la presentazione di una nuova opera, visite guidate e incontri.

Il primo appuntamento è per venerdì 25 dalle ore 18.00 alle ore 19.30: lFondazione Donnaregina per le arti contemporanee presenta BELL (2017), opera sonora di Nick Bastis Gintaras Didžiapetris, a cura di Andrea Viliani Silvia Salvati, che sarà esposta al Madre fino al 18 novembreL’opera, composta da un file audio digitale programmato in modo irregolare e attivato tramite un sistema audio creato per annunci pubblici in sedi quali metropolitane, aeroporti, luoghi di preghiera e scuole, è stata realizzata per la prima volta a Parigi in occasione dell’omonima mostra a Le Mur Saint Bon, laddove il suono era accompagnato da una breve introduzione vocale in cui una voce femminile pronunciava in giapponese la frase “Attenzione, attenzione, un suono sarà ora riprodotto. Grazie”. Al Madre BELL sarà presentata in un allestimento site-specific: la scansione temporale del suono sarà infatti legata alla vita del museo e alla città di NapoliIn BELL la nostra esperienza viene riletta in base ai suoni a cui la quotidianità urbana contemporanea ci sottopone: jingle pubblicitari, l’annuncio dell’arrivo della metropolitana, il rumore di fondo delle sale di stazioni, aeroporti, scuole, chiese, e ora delle attività di un museo d’arte contemporanea, coinvolgendo i visitatori in una riflessione sulle dinamiche del linguaggio nella società globalizzata, digitale e post-identitaria contemporanea, che si pone alla ricerca di nuove modalità di ri-affermazione di un’identità al contempo radicata e sradicata, rivendicata e mutevole, singolare e molteplice.

Sabato 26 e domenica 27alle ore 10.30 e alle ore 12.00, con quattro turni di visite guidate, il Madre partecipa alla prima edizione di Open House Napoli, l’evento che attraverso itinerari gratuiti e il sostegno di più di 400 volontari e operatori proporrà un originale focus sul patrimonio architettonico e sugli edifici storici della città. I partecipanti potranno ripercorrere la storia dell’Ottocentesco Palazzo Donnaregina, che ospita il museo dal 2005, restaurato su progetto dell’architetto portoghese Álvaro Siza Vieira, Leone d’oro alla carriera 2012, con la collaborazione dello Studio DAZ-Dumontet Antonini Zaske architetti associati di Napoli.

Domenica 27 ottobre, alle ore 11.30, presso la Biblioteca del Madre sarà presentato il volume Un’idea più grande di me (Luca Sossella Editore, 2019): una conversazione tra Armando Punzo Rossella Menna, introdotta da Laura Valente, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. Regista, drammaturgo e attore, nel 1988 Punzo fonda la Compagnia della Fortezza, prima e più longeva esperienza di teatro in un istituto penitenziario, che in trent’anni di attività ha trasformato il Carcere di Volterra in un centro di ricerca artistica all’avanguardia. Dal desiderio di interrogarsi sul senso profondo e sulle implicazioni personali, sociali e politiche di una scelta tanto radicale, nel 2019 nasce il volume autobiografico Un’idea più grande di me, frutto di una lunga serie di conversazioni dell’artista con la scrittrice Rossella Menna. Non solo una testimonianza senza filtri, né un semplice libro sul teatro, ma un’opera narrativa che restituisce, con la potenza di un romanzo di formazione, l’intimità di un parlarsi abituale, e trasforma l’artista e l’intervistatrice nei protagonisti di una storia nella storia.

Ancora domenica 27alle ore 18.00 con replica alle ore 21.00, si terrà al Madre 629 – Uomini in gabbia, un evento prodotto dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee nell’ambito di Piazza Madre in collaborazione con il Nuovo Teatro Sanità. Il progetto, firmato da Mario Gelardi, è reduce dal successo al Napoli Teatro Festival Italia e a Materadio 2019, la festa di Rai Radio 3 a Matera. In scena l’epopea moderna dei rifugiati: lo spettacolo nasce mettendo insieme autori provenienti da tre diversi Paesi — Spagna, Grecia e Italia —, che hanno deciso di affrontare insieme un viaggio verso la diversità, attraversando il clima di odio violento cui è approdata l’Europa. Al centro della scena una grande gabbia, all’interno della quale sarà ospitato anche il pubblico, per condividere con gli attori una compartecipazione reale allo stato d’animo di chi ha attraversato il mare per avere salva la vita. Domenica 10 giugno 2018, il governo italiano non ha concesso alla nave Aquarius della flotta della Ong Medici Senza Frontiere di fare ingresso in un porto italiano. A bordo si trovavano 629 migranti, tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini, 7 donne incinte. In quel momento, 629 erano anche i deputati della Repubblica Italiana: una strana coincidenza numerica, tra uomini che decidono e uomini che non hanno alcun diritto, è alla base di questo progetto. Sono due le suggestioni che guidano lo spettacolo. La prima è ispirata a “The Brig”, messo in scena dal Living Theatre — che si rifà al teatro della crudeltà di Antonin Artaud —, in cui gli attori erano rinchiusi in una gabbia, per rappresentare le brutali condizioni nelle prigioni-vascello dei marines. In quel caso, il teatro divenne un gesto politico: si voleva esorcizzare la violenza reale per mezzo della violenza teatrale. Altre gabbie, solo pochi mesi fa, erano al confine tra l’America e il Messico. Enormi gabbie in cui donne, bambini e uomini, divisi gli uni dagli altri, vivevano in attesa di sapere se potevano superare il confine tra i due Stati. Info e prenotazioni al 3396666426 oppure all’indirizzo e-mail info@nuovoteatrosanita.it. Costo del biglietto unico 8 euro. Prenotazione obbligatoria.

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