Sassuolo-Napoli è semplice: palla indietro e poi avanti

27 0

Il Napoli ha pareggiato contro il Sassuolo (1-1) perdendo due punti probabilmente fondamentali per la corsa al titolo.
 
L'invito del Sassuolo
La tattica del Sassuolo è stata sin dai primi minuti molto chiara ed efficace: ha rinunciato al pressing offensivo, difendendo basso e molto vicino alla propria porta; il suo baricentro medio è stato infatti, di 43,99 metri, tenendo le linee molto ravvicinate, riuscendo a restare cortissimo (21,64 metri). In pratica i padroni di casa, si sono preoccupati di oscurare Jorginho in ricezione dal basso attraverso il dinamismo delle due punte, soprattutto di Politano, lasciando la costruzione alla linea difensiva del Napoli, "invitandola" sul lato destro grazie alla posizione di Berardi su lato opposto. I quattro difensori del Napoli hanno completato il 50% dei passaggi dell'intera squadra, e a conferma del fatto che il gioco è stato "spinto" sulla destra, Albiol ha completato 91 passaggi contro i 75 di media (+22%), e Hysaj 87 contro i 57 di media (+53%), mentre Koulibaly "solo" 78 in calo del 4% rispetto alla sua media.
 
La trappola
Attraverso la densità sulla propria trequarti, il Sassuolo ha costretto le mezzali del Napoli ad allargarsi per trovare maggiore spazio, tuttavia, saltato Jorginho in costruzione, hanno ricevuto troppe volte la palla sui piedi e poche nello spazio, e soprattutto quando ormai erano schiacciate sugli esterni offensivi. Il Napoli ha così finito con l'ingolfarsi soprattutto sul lato destro. L'esempio lampante è rappresentato da Callejon, uno di quelli che normalmente è poco coinvolto nel fraseggio azzurro, e che invece questa volta ha completato il 35% dei passaggi in più rispetto alla propria media, mentre Insigne da lato opposto ha completato solo 47 passaggi, in calo del 16% rispetto alla propria media. Il Sassuolo ha  difatto "costretto" il Napoli a giocare sulla corsia destra, quella dotata di minore qualità tecnica. 
 
L'attesa
Il pressing organizzato del Sassuolo è iniziato sulla propria trequarti, a pochi metri dall'area di rigore. La strategia studiata dall'allenatore di casa è stata quella di obbligare il Napoli ad alzare molto la linea difensiva in impostazione, il baricentro è stato di 55,79 metri, indirizzando il gioco sulla corsia destra del Napoli, quella meno tecnica, costringere le mezzali a schiacciarsi a ridosso degli esterni offensivi, tanto in lunghezza quanto in ampiezza, svuotando la zona centrale del Napoli per scontrarsi poi sulla densità e compattezza centrale del 5-3-2 dei padroni d casa sui 25-35 metri dalla porta di Consigli. Ciò ha reso molto più facile il pressing del Sassuolo, che ha poi provato a sorprendere il Napoli con i lanci lunghi negli spazi alle spalle dei due esterni bassi saliti a sostegno della manovra. I lanci lunghi del Sassuolo sono stati addirittura 21, contro i 4 del Napoli.
 
Senza play
Non è stato il solito Napoli brillante, rapido e letale, piuttosto lento e prevedibile, e come visto non è riuscito ad arrivare sulla trequarti avversaria con la classica costruzione, ovvero passando per Jorginho, che nei suoi 67 minuti ha completato solo 56 passaggi; facendo una proiezione su 97 minuti totali ne avrebbe completati 75, in ogni caso inferiore del 12% rispetto alla propria media (85). Nonostante tutto il Napoli ha creato diverse occasioni da gol, alcune estremamente favorevoli, ma che sono state sprecate in modo inconsueto. Solo per avere un'idea, già al termine del primo tempo, l'indice dei gol attesi (xGol) era di poco oltre l'1,5, mentre per i padroni di casa era intorno all'0,5, ed il risultato, invece, era a loro favore. Non è un caso, inoltre, che il Napoli è stato costante nei pericoli creati nel periodo durante il quale ha giocato a due in mezzo al campo, ovvero senza play. La variazione sul tema ha portato al pareggio, e il ritorno al play, attraverso l'inserimento di Diawara ha di nuovo evidenziato le difficoltà tattiche riscontrate con il 4-3-3.
 
Imprecisione
Molti azzurri sono stati imprecisi nel fraseggio rispetto alla loro media stagionale: Albiol (-5%), Koulibaly (-3%), Mario Rui (-5%), Jorginho (-6%), Allan (-2%), Insigne (-3%), Hamsik (-19%)
Anche se nel complesso il Napoli ha corso 112,791 km, 1,5 Km in più della propria media, l'imprecisione nei passaggi di molti azzurri, il calo della velocità media (-3%), il minor numero di palloni recuperati, solo 17, in calo del 40% rispetto alla media, fanno pensare ad un momento di appannamento di molti interpreti, e ritornano di attualità i discorsi sullo scarso ricorso al turnover. 
 
Minutaggi
A questo punto della stagione appare eccessivo che Jorginho (2282) abbia nelle gambe quattro volte il minutaggio di Diawara (546); oppure che Rog abbia solo 293 minuti in campionato contro i 2297 di Allan, i 2659 di Callejon, i 2085 di Hamsik e persino i 1313 di Zielinski. E' probabile che anche le ultime prestazioni  molto opache di Koulibay sono frutto dei 2656 minuti in campionato, mentre Chiriches, Maksimovic e Tonelli insieme ne hanno appena 671. E' lampante il divario tecnico tra il difensore senegalese e i suoi compagni, ma era altrettanto preventivabile che alla fine certe cose si pagano in termini di freschezza atletica, come si pagano alcune scelte operate dalla società in sede di mercato, come quelle relative all'acquisto di Ounas impiegato solo 39 minuti in campionato. 
Viste le qualità, probabilmente solo Diawara e Rog avrebbero potuto avere un minutaggio sensibilmente maggiore, e forse ciò avrebbe consentito, a questo punto, maggiore freschezza atletica per Jorginho, Allan e forse Callejon. Era evidente, purtroppo, che l'infortunio di Milik avrebbe portato ad un esasperazione del minutaggio dei tre "piccoletti", e le successive difficoltà incontrate dalla società nell'acquisto di un esterno offensivo, e il ventaglio limitato di opzioni in sede di mercato invernale (Verdi, Politano, Younes) non hanno permesso di tamponare una falla nota sin dall'estate. 
 
Raggi X
Si discute spesso se alcune squadre quando affrontano la Juventus si "scansano", mentre "combattono" contro il Napoli e le altre. L'analisi seguente vuole solo enunciare dati oggettivi, senza per questo trarre alcuna conclusione in merito, sia in un senso che nell'altro. Solo curiosità. 
E' un esercizio difficile, forse impossibile trovare un parametro, un numero, una statistica che permetta di misurare l'agonismo, la concentrazione, l'impegno, la voglia che una squadra ha e mette in una determinata partita. Troppi fattori insistono nella valutazione: lo stato di forma, la classifica del momento, gli infortuni, le squalifiche, la formazione impiegata sia dall'una che dall'altra squadra rendono opinabile la conclusione a cui si arriva. Tuttavia, alcuni elementi sono oggettivi e possono  dare un'idea, un'indicazione del tipo di prestazione offerta sul campo, anche se andrebbero letti più nell'ottica del "dato curioso", che della "sentenza". Ad esempio i kilometri percorsi possono dare un'indicazione sulla forma, sulla "voglia" di correre; i falli commessi, le ammonizioni ricevute possono dare il polso dell'agonismo messo in campo, della concentrazione, della voglia di "non perdere".
Nella gara della 4° giornata tra Sassuolo e Juventus che si disputò a settembre, i padroni di casa commisero 15 falli, presero 1 ammonizione, corsero 108,663 Km ad una velocità media di 6,7 Km/h, persero 3-1.
Nella gara della 23° giornata in casa della Juventus, il Sassuolo commise 8 falli, si prese 2 ammonizioni, corse 106,363 Km ad una velocità media di 6,7 Km/h, perse 7-0.
Nella sfida del San Paolo (11° giornata) il Sassuolo commise 12 falli, si beccò 2 ammonizioni, corse 109,225 Km ad una velocità media di 6,8 Km/h, e perse 3-1.
Nella partita della 30° giornata tra Sassuolo e Napoli, i padroni di casa hanno commesso 15 falli, totalizzato 5 ammonizioni, corso 113,167 km ad una velocità media di 6,7 Km/h, e pareggiato 1-1.
Il primo confronto tra le due trasferte di Torino e di Napoli del Sassuolo mostra un'evidente differenza sia sotto il punta di vista del numero di falli commessi, il 50% in più, e sia sotto quello della corsa, circa 3 Km corsi in più a Napoli. Bisogna tenere presente però, che nella trasferta di Torino, il risultato abbondantemente compromesso sin dalle prime battute del match, ha quasi sicuramente inciso sulla performance finale, non trasmettendo ai calciatori la sensazione di una partita né in bilico, né tanto meno "acciuffabile", e condizionando le statistiche su enunciate.
Il confronto tra le prestazioni offerte dal Sassuolo tra le proprie mura amiche, prima con la Juventus e poi contro il Napoli, evidenzia da un lato lo stesso numero di falli commessi, ma dall'altro un agonismo molto maggiore contro il Napoli, rappresantato dal numero di cartellini gialli, che sono stati 5 contro gli azzurri e 1 solo contro i bianconeri, e dal maggiore numero di kilometri corsi, che sono stati quasi 5 in più contro gli azzurri. Curiosità e non sentenze.
 
Conclusioni
Il Napoli sta mantenendo vivo ed interessante il campionato, che di questi tempi negli anni scorsi era già abbondantemente virtualmente chiuso ed assegnato. Lo sta facendo cercando di colmare il gap con la Juventus attraverso il gioco inteso come abnegazione tattica, movimenti, idee sul campo, bellezza. Tuttavia la differenza con la Juventus sotto il profilo economico è enorme. I bianconeri hanno chiuso il bilancio al 30/06/2017 con un fatturato di oltre 560 milioni, contro i 308 del Napoli, il che consente una sostanziale differenza sui costi della produzione che sono 400 milioni per la Juventus e i 207 del Napoli, il doppio.
Ma cosa c'entra questo preambolo a questo punto della stagione? 
C'entra perché bisogna tenere sempre a mente contro chi sta lottando il Napoli, e cosa rappresentano i suoi 2,47 punti di media a partita. 
C'entra perché la Juventus ha potuto sopperire, ad esempio, ai due mesi di assenza di Cuadrado, utilizzando Bernardeschi pagato 40 milioni e Douglas Costa 46 milioni, senza abbassare lo standing delle prestazioni e rendendo agevole il turnover di Allegri, che alla fine viene riconosciuto anche come un bravo gestore della rosa. 
C'entra perché se Allegri può permettersi di tenere fuori Mandzukic perché appannato, Sarri non può concedersi lo stesso lusso con Insigne, Mertens o Callejon, perché il calo della prestazione sarebbe evidente e probabilmente decisivo. 
C'entra perché qualche prestazione sottotono può capitare, e sarebbe facilmente metabolizzabile se la Juventus non stesse facendo un campionato straordinario per punti conquistati. 
C'entra perché al Napoli avrebbe dovuto girare tutto bene sin dall'inizio, perché ha un margine di errore bassissimo, perché è ancora virtualmente in corsa ad 8 giornate dal termine. 
C'entra perché a questo punto non si deve gettare la croce addosso a nessuno, ma continuare a lottare per poi guardare dove si è arrivati. 
C'entra perché questa squadra sta entusiasmando oltre i propri limiti, oltre i propri record, oltre i propri obiettivi che a questo punto non possono essere rappresentati solo dal realizzare 87 punti, per battere il proprio record. 
Giù la maschera, via il cappello, al vento il mantello e se alla fine non sarà albo d'oro, resteranno applausi e ricordi scolpiti nella memoria di chi ama il pallone, di chi si è entusiasmato per una stagione intera, per chi ha voluto vincere, per chi ci ha provato e non ci è riuscito. Per chi, anche quando la giornata è storta, non butta mai il pallone via, non lo calcia lontano, non rinuncia alle proprie idee, al proprio credo, alla ricerca della propria bellezza, non si abbandona al caso, ma con un palla indietro e una avanti si ritrova solo davanti al portiere, e nessuno ha capito come, nessuno ci ha capito niente, sono tutti fermi, anche se poi alla fine è molto semplice: palla indietro e poi avanti.

Commenti

commenti