Feyenoord-Napoli, Sarri, il bivio e il carro

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Il Napoli ha perso contro il Feyenoord (2-1) e ha salutato la Champions League tanto inseguita e voluta sin da questa estate, scivolando negli stancanti giovedì di Europa League, dove probabilmente incontrerà una big.
 
L'importanza delle motivazioni
Premessa: al Napoli serviva vincere e la contemporanea impresa del City contro lo Shakthar. Si, impresa del Manchester City, poiché a livello mentale era verosimile che i ragazzi di Guardiola potessero mollare più di qualcosa, visto che per loro si trattava di una partita inutile e alla vigilia dell'importantissimo derby di Manchester. L'inconscio può giocare strani scherzi, ed è normalissimo e comunissimo che in una situazione del genere si finisca col perdere molto sul piano dell'agonismo, della prestazione, delle motivazioni, della voglia di vincere. 
Quando una squadra motivata incontra una demotivata, quasi sempre vince quella motivata.
 
Eliminati a settembre
A mio modo di vedere, il Napoli non ha perso a Rotterdam la qualificazione agli ottavi, ma bensì alla prima giornata di Champions League perdendo in Ucraina. Con quella sconfitta si è messo colpevolmente in una situazione di classifica difficile da rimediare. Ciò che stupì di quella gara fu il turnover attuato. Abitualmente si punta a partire bene nel girone, per poi gestire risorse ed energie con il prosieguo della competizione e il delinearsi della classifica. Sarri, invece, in quella gara non schierò i titolarissimi, decidendo di utilizzarli, invece, tre giorni dopo quando al San Paolo affrontò il Benevento. Fu una decisione inconsueta, ma fu chiara quale fosse la scaletta delle priorità. Prima il campionato e poi la Champions. Rotterdam è soltanto una conseguenza di quella scelta; Guardiola non è il colpevole dell'eliminazione del Napoli. Inutile sorprendersi o scandalizzarsi adesso.
 
Pochi spunti
A mio avviso la gara contro il Feyenoord non può essere presa in considerazione per trarre conclusioni sullo stato di salute del Napoli. La gara è stata inevitabilmente condizionata dalle notizie provenienti dall'Ucraina. Della gara di Rotterdam mi prendo solo una spia dello stato di forma di Mertens. Il belga lucido e brillante avrebbe scartato il portiere nella sua occasione all'inizio del primo tempo, mentre quello opaco e forse stanco gli ha calciato addosso. La brillantezza fisica va di pari passo con la lucidità mentale.
Del resto, il Napoli era anche partito bene, trovando il gol dopo qualche minuto, e costruendo almeno altre due nitide occasioni per raddoppiare; ha subito il pareggio appena qualche minuto dopo il vantaggio dello Shakthar Donetsk contro il Manchester City. L'impressione è che gli azzurri abbiano immediatamente svicciato l'interruttore della concentrazione e della voglia di giocare su OFF, appena saputo l'andazzo dell'altra gara. A proposito di motivazioni.
 
Guardiola incolpevole
Ritornando all'allenatore spagnolo, spesso è più facile trovare un colpevole esterno piuttosto che accettare le proprie colpe facendo autocritica. L'introspezione è un percorso che non va mai abbandonato e se fatto con obiettività non può che portare miglioramenti. Come detto,  mi risulta difficile appellarmi alla sconfitta del City di Guardiola per giustificare l'eliminazione del Napoli. Resto dell'idea che ognuno deve cercare di essere sempre padrone del proprio destino, senza dover dipendere da altri. In questo senso, il Napoli non ha fatto nulla per esserlo, anzi ha più di una colpa. E poi, se il Napoli ha perso grinta e motivazione per battere il Feyeenord, perché la stessa grinta e motivazione avrebbero dovuta conservarla gli uomini di Guardiola?
 
Sulla riva al fiume
Il Napoli e Sarri sono stati "soffocati" dai complimenti arrivati da allenatori, critici, tifosi, appassionati; nove mesi di calcio spettacolo e vittorie, nove mesi di complimenti. E' bastata una sconfitta, un momento di flessione e gran parte di quei giudizi favorevoli, di quei complimenti si sono tramutati in critiche spietate, e tiro al bersaglio nei confronti di Sarri e calciatori. Pare proprio che molti sono stati tutto questo tempo seduti in riva al fiume fingendosi estimatori, ma aspettando il momento propizio per sparare i lori colpi. Altro che complimenti.

Il bivio
Il modello Sarriano ha dimostrato di aver bisogno, tra le altre cose, di velocità di gambe e di pensiero per funzionare alla perfezione. Più veloce dell'avversario.
Quando manca la migliore condizione, e questo è fisiologico che accada nell'arco di una stagione, il modello Sarriano è in grado di vincere lo stesso le partite? Questa è la domanda più ricorrente tra i tifosi e non solo; e per molti Sarri è ad un bivio: "integralismo del modello Sarriano" o "pragmatismo del modello Sarriano". Il futuro si costruisce giorno dopo giorno, e la differenza tra integralismo e pragmatismo è tutta in piccoli ritocchi e accorgimenti utili a superare le difficoltà. 

“Mantené ‘o carro p’ ‘a scesa”
Un modo di dire spesso utilizzato nelle difficoltà e che letteralmente vuol dire "mantenere il carro lungo la discesa" a sottolineare lo sforzo, la fatica che bisogna fare per mantenere un carro su una discesa, facendo attenzione ai sassi che si possono incrociare sul percorso, per non di distruggere tutto o veder scivolare il carro senza controllo. 
Niente stravolgimenti, niente cambi radicali, niente speculazioni sugli avversari, solo piccole correzioni, tanta introspezione. Sarri ha un conto corrente della fiducia illimitato, e non possono essere alcuni passi falsi, presunti "prelevamenti" a far cambiare idea sul suo conto. Il suo saldo è stabilmente e incredibilmente in attivo.

La gestione della rosa
Tuttavia, mi è dispiaciuto sentire dal mister che ci sono alcuni giocatori che lui farebbe giocare anche all'80% della condizione perché comunque più performanti di altri al 100% della forma. Capisco il concetto, è chiaro, anche ovvio per certi versi, ma il messaggio che mi è arrivato è che alcuni si possono allenare quanto vogliono, ma non indosseranno mai la maglia da titolare. Sarri è stato sincero ad esporre il suo pensiero. Non so quanto questa sincerità possa pagare nel lungo periodo quando la profondità della rosa e l'aver coinvolto tutti  in tempi non sospetti, diventeranno elementi essenziali per "fare più punti possibili" e superare le avversità. È evidente che in questo progetto tecnico-tattico alcune riserve non sono ritenute all'altezza e ci può stare, anzi è anche ovvio; purtroppo il problema è che poi si arriva ad avere giocatori che crollano a terra con il rischio pubalgia.

Conclusioni
Non ci si improvvisa giocatore "Sarriano" dalla sera alla mattina, e in questo modello la perfezione non lascia spazio a soluzioni della serie "vediamo che succede"; o si è perfetti o niente, ed ecco che si torna al bivio di cui sopra, e al concetto del "mantenere il carro...". Il mister non è uno sprovveduto e sa quello che fa, vede i calciatori ogni giorno, vive sul campo; la speranza è che riuscirà ad inventarsi qualche altro effetto speciale come fatto nel recente passato. In fondo, quale squadra di vertice privata per lungo tempo di due pedine fondamentali può mantenere alto il suo standing senza subire il benché minimo contraccolpo? Questo non deve essere un alibi, ma è bene ricordarlo sempre quando si fanno analisi e considerazioni, altrimenti si rischia che l'introspezione sia miope. 
Il Napoli corre, e corre molto; è l'assenza di Ghoulam che sta pesando tanto; il faro nascosto del Napoli che illuminava Insigne, Hamsik, e di riflesso Callejon.

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