Terremoto Ischia, Ingvi: “nella zona Rossa edifici buoni”

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Nella zona di Casamicciola, la più colpita dalla forte scossa di terremoto di magnitudo 4.0 del 21 agosto scorso, la maggior parte degli edifici sono di buona fattura, ma senza le adeguate protezioni antisismiche come tiranti, catene o altri elementi vincolanti. Questo è quanto emerge dal rilievo macrosismico sul terreno condotto da squadre del gruppo operativo QUEST (QUick Earthquake Survey Team) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con personale dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), secondo la scala europea EMS98, riguardando solo il danno esterno agli edifici.
“Sulla parte collinare (Zona Rossa) – spiega l’INGV – l’abitato di Casamicciola risulta edificato sulle creste di piccole vallette o terrazzi e conoidi, a guisa di piccoli insediamenti separati. Qui il danno si presenta localmente molto grave. Infatti, sebbene la maggioranza delle abitazioni fosse di tipo B, secondo la classificazione della scala EMS (edifici di buona fattura in mattoni o blocchetti di tufo o pietra squadrata), non erano presenti tiranti e catene o altri elementi vincolanti. Percentualmente, invece, poche le case di tipo A (edifici in pietra non lavorata, muratura a sacco con malte scadenti a volte assenti, in generale le più vulnerabili) e di tipo C (generalmente in cemento armato o in muratura cordolata)”.

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Redazione

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