CALCIO/ Il punto di Martino: Goodbye my friends, goodbye my fantastic one

16 0

 di Vincenzo Martino

Il campionato è finito! La Juventus ha vinto (ma si sapeva già) il sesto scudetto di fila; il Napoli ha battuto la Sampdoria (2-4) ed è arrivato terzo stabilendo il suo personale record di punti (86); la Roma ha superato con troppe difficoltà (questo era difficile da immaginare) il Genoa e ha raggiunto il secondo posto in classifica.

Peccato sia finita
Per come gioca il Napoli ci fossero state altre 4-5 gare probabilmente avrebbe scavalcato la Roma, ma il campionato è finito e cosi non è stato. Adesso il pallone va in vacanza, e se ne riparlerà ad agosto, ora spazio al calcio chiacchierato. Tuttavia, la convinzione che si vede nelle giocate, degli azzurri, la crescita dell’autostima, la fiducia riposta nei meccanismi di squadra è evidente. Probabilmente l’evento chiave è stata la gara del Bernabeu contro il Real Madrid, l’incontro con Maradona in quei giorni, è da quel momento che sono letteralmente esplosi gli azzurri. Tanti punti nel girone di ritorno (48) sono un enormità, sarebbe bastato farne qualcuno in più in casa, dove sono stati appena 43, e adesso si starebbe programmando altro. Purtroppo il Real Madrid lo si è affrontato soltanto a febbraio e non prima.

Tra campo e notizie
La gara contro la Sampdoria ha visto il solito Napoli di questa stagione: 69% di possesso palla, 750 passaggi con l’89% di precisione, più del doppio dei passaggi della Sampdoria (342); 22 tiri, quasi il 50% (12) dall’interno dell’area di rigore, numeri che testimoniano un dominio netto anche a Marassi. Jorginho e Zielinski sugli scudi rispettivamente con il 94% e il 91% di affidabilità nei passaggi. Automatismi collaudati come in occasione del gol di Callejon: Insigne quasi sulla linea dell’area di rigore cerca con lo sguardo Callejon sulla sua stessa linea, ma dal lato opposto; lo spagnolo finge di entrare, ma da ampiezza sul lato debole della Samp; si incrociano i due sguardi, questioni di attimi e parte il lancio; parte contemporaneamente anche lo spagnolo; il resto è intesa collaudata ed un tiro a volo, per una rete ormai tanto prevedibile quanto bella. La lucidità nel cercare sempre il compagno meglio piazzato, come in occasione del gol di Hamsik: la palla viaggia veloce all’interno dell’area di rigore avversaria, fino a trovare lo slovacco, dopo la torre del solito Callejon piazzato sul secondo palo. Grande intesa, movimenti sincronizzati e giocate da campione come il gol di Insigne. Questo Napoli ricorda tantissimo il Barcellona di Guardiola, con Insigne nei panni di Messi, Callejon in quelli di Pedro, sia nelle catatteristiche dei singoli, che nelle interpretazioni delle varie fasi di gioco.

Illusioni, sensazioni, nessuna sorpresa
La partita ha vissuto di emozioni altalenanti attraverso le notizie che arrivavano da Roma. Per buona parte del secondo tempo è stato evidente. Difficile analizzare sul piano tecnico una gara dove ad un certo punto si stava materializzando un illusione che ha assunto i contorni della delusione man mano che si avvicinava il fischio finale. I gol subiti dal Napoli hanno evidenziato le solite disattenzioni. In occasione della rete di Quagliarella, Chiriches tiene bene la linea sul cross proveniente dall’esterno, ma lo fa senza controllare i movimenti dell’avversario nella sua zona. Pur mantenendo la zona, occorre sempre non perdere il contatto con l’uomo. Sulla seconda rete è evidente l’errore di Reina che non copre bene il suo palo e va giù lentamente. Questo tipo di gol ha rappresentato un punto debole della stagione, ed è una delle poche cose migliorabili di questa squadra. Errori individuali per disattenzioni o alcuni limiti tecnici, ma è qui che la società deve intervenire.

L’erba del vicino…
Si sussurra di calciatori del calibro di Iniesta, si spera possano migliora questa squadra che ha totalizzato la bellezza di 48 punti nel girone di ritorno; che è prima per gol fatti (94); per tiri totali (553); tiri in porta (308); che ha effettuato meno parate dietro soltanto alla Juventus; che è prima per km percorsi in media a partita (109,935). Probabilmente a questo gruppo non serve Iniesta, ma migliorare il ruolino interno (solo 38 punti), e come detto alzare il livello tecnico tra le retrovie. Non rincorriamo chimere ma obiettivi tangibili. La delusione troppo spesso è frutto delle aspettative.

Conclusioni
C’era una volta lo “special one”, poi diventato “happy one”, accadeva in Inghilterra; qui a Napoli, invece, c’era una volta il “normal one” diventato adesso il “fantastic one”
È triste che questa squadra non scriva il suo nome nella storia. È difficile da mandar giù il fatto che il Napoli debba essere ai preliminari di Champions. È un peccato che Mertens non abbia vinto la classifica cannonieri. Ma si sa, è sempre uno solo a vincere. Come ha detto Sarri, i preliminari possono rappresentare un insidia soprattutto psicologica se non dovessero essere superati; ma questo team ha tutto per accedere al tabellone principale, lo merita ampiamente. Una bellissima stagione, al di la dei soliti giudizi di pancia che ripetono che il Napoli non ha vinto niente. L’immagine che mi piace conservare di questa stagione è il gesto con la mano fatto da Mertens al momento del gol del vantaggio (2 a 1) della Roma: era eloquente, diceva “continuiamo a giocare, pensiamo a noi”. Mi è sembrato un gesto spontaneo di chi non vuole arrendersi mai, anche difronte all’evidenza, e vuole contagiare, spronare i suoi compagni; farsi forza a vicenda nelle difficoltà, questo è il gruppo, questa è l’unione. Questo è quello che dovrà accadere anche la prossima stagione con un gruppo ancora più unito e compatto per raggiungere il sogno. Grazie. Goodbye my friends, goodbye my fantastic one!

Commenti

commenti

Redazione

VivoNapoli, la testata giornalistica che ha l’ambizione di diventare un interlocutore importante, capace di lanciare proposte e idee per contribuire allo sviluppo di tutto il territorio napoletano. Ogni giorno costanti aggiornamenti su fatti di cronaca e politica, ma anche approfondimenti e curiosità che riguardano il mondo dello spettacolo e della cultura.