Napoli-Cagliari, il punto di Martino: a spasso per il campo

40 0

di Vincenzo Martino

Il Napoli ha battuto il Cagliari (3-1) in una partita dominata dall’inizio alla fine.

Pronti? Il Napoli si, il Cagliari no
Sulla carta il match contro il Cagliari non doveva essere particolarmente difficile per gli azzurri, sia sul piano tecnico che su quello delle motivazioni. L’insidia maggiore poteva essere rappresentata dalla necessità, dall’ansia di dover vincere a tutti i costi per scavalcare almeno provvisoriamente la Roma. Ansia, che in passato troppe volte ha assunto i contorni del passo falso, che non ha permesso il definitivo salto di qualità. Al Napoli di Sarri va dato atto di essere maturato anche sotto questo aspetto. Contro il Cagliari sono bastati poco meno di due minuti per sbloccare la gara ed indirizzarla sui binari voluti con un approccio da grande squadra. La maturità, la crescita anche in questo senso, si era già vista contro l’Inter la settimana scorsa, quando il Napoli ha giocato con la pressione di dover vincere a tutti costi per capitalizzare la sconfitta della Roma di qualche ora prima.

Repetita iuvant
Nel commentare il Napoli si può rischiare di essere ripetitivi. La storia è sempre la stessa: grande possesso palla, tanti movimenti e automatismi sincronizzati, poco cinismo, calo di concentrazione, spettacolo, per alcuni è meglio il circo, per altri è solo pallone.

Possesso e movimenti
Il possesso palla contro il Cagliari è stato addirittura del 73%, rispetto alla media stagionale del 62%. Il tempo effettivo di gioco è stato di circa 56 minuti, e il Napoli ha avuto il possesso palla per 38 minuti. Il 66% del tempo effettivo di possesso palla (25 minuti) è stato realizzato nella metà campo avversaria; mentre il Cagliari ha avuto l’81% di possesso palla nella propria metà campo. Il baricentro degli ospiti è stato di 42 metri, quello del Napoli addirittura di 59 metri. Questi numeri danno la dimensione, la misura della grande prova degli azzurri e delle difficoltà degli ospiti ad uscire dalla propria metà campo. Il dominio territoriale del Napoli è stato alimentato da tantissimi passaggi (950), con una precisione altissima, pari al 91%, che in rapporto al tempo effettivo di gioco, in cui i padroni di casa hanno avuto il possesso, significa che i calciatori azzurri hanno effettuato in media un passaggio circa ogni 2 secondi in cui hanno avuto la palla. Un flipper continuo di passaggi, volti a cercare il momento giusto per colpire l’avvesario, con movinenti continui anche e soprattutto di chi non ha il pallone. Uno spettacolo per tutti gli appassionati. Chi ha la palla sa sempre cosa fare, e ha sempre almeno due, se non tre soluzioni libere per scaricare il pallone. Se la mezzala di parte viene in appoggio, allora è l’esterno alto o la mezzala opposta che va in profondità; se invece è l’esterno che ritorna verso la metà campo, è quasi sempre la mezzala di parte ad andare nello spazio in verticale. E poi una soluzione al portatore di palla è quasi sempre rappresentata da Jorginho, capace di farsi vedere con i suoi spostamenti orizzontali o all’indietro. Nel match contro i sardi ha realizzato la bellezza di 197 passaggi con il 92% di precisione. In pratica ha sbagliato solo 16 passaggi. Riesce a muovere la squadra senza farla sbandare, e contro il Cagliari si è avvantaggiato anche dello spazio lasciatogli dagli avversari. Il Cagliari si è difeso con una linea di 4 difensori molto piatta e poco reattiva, e la linea dei centrocampisti a protezione un pò distante; ha lasciato tanto spazio all’italo-brasiliano, che quasi mai pressato, ha potuto rappresentare liberamente il fulcro del Napoli.

Recupero aggressivo
A parte l’enorme possesso palla, una delle caratteristiche del Napoli di Sarri, è la bravura nel riconquistare subito il pallone una volta perso. Ne ha recuperati ben 45, il Cagliari poco più della metà (28). Nel recupero palla, il Napoli ricorda molto uno dei concetti del Barcellona di Guardiola. La teoria messa in pratica dai catalani, era che una volta perso il pallone in zone medio alte, si doveva cercare di riconquistarlo entro pochi secondi, attraverso un pressing sfrenato attuato da coloro che si trovavano in quel momento in zona palla, con aggressività e raddoppi fulminei; dopodichè in caso negativo, si rinunciava al pressing sfrenato e si ritornava alle originarie consegne. Ebbene, gli azzurri attuano una strategia molto simile, e contro il Cagliari è stata molto evidente. Il fraseggio, il recupero palla veloce riescono solo se si resta corti sul campo, e il Napoli quasi sempre lo è. Contro gli isolani gli azzurri sono rimasti in 25 metri di lunghezza. Tanto lavoro quotidiano dei calciatori, e tante idee da parte di chi sa insegnare calcio.

Cinismo e concentrazione
Gli azzurri hanno costruito tante occasioni da gol, addirittura 23 contro 5 degli ospiti; 28 tiri totali, 15 da dentro l’area. Tuttavia, hanno sprecato tanto a causa di qualche leziosità di troppo, o semplicemente mancanza di cattiveria. I gol sono il frutto dei movinenti collaudati e delle difficoltà degli avversari di capirli. Nel primo gol Ghoulam crossa senza pressione, e i due centrali avversari perdono il contatto con Mertens bravo a staccarsi da loro per poi inseririrsi con i tempi giusti. In occasione del secondo gol la linea difensiva ospite resta schiacciata, e non esce in pressione sulla punta azzurra, lasciandogli tempo e spazio. In occasione del terzo gol, a palla scoperta uno dei due centrali cagliaritani sale per mettere in fuorigioco Insigne che invece resta indisturbato. E’ in questa occasione che si può notare come Mertens torni in appoggio verso la trequarti, e Insigne si butti nello spazio centrale. Uno viene e uno va. Ma anche il gol subito nel finale dagli azzurri, ha dimostrato come sono complessi i meccanismi del Napoli, e come risulta fondamentale restare concentrati. In questa circostanza è Hysaj che non interpreta correttamente la situazione di palla scoperta: mentre Albiol e il resto della linea scappano verso la porta correttamente, l’albanese invece sale come a voler attuare il fuorigioco. Se il portatore di palla non è pressato (palla scoperta), la linea difensiva non deve salire a cercare il fuori gioco, ma deve togliere profondità agli avversari scappando verso la proprio porta.

Curiosità
Il Napoli ha attaccato molto centralmente, il 78% della sua manovra offensiva. Se si confronta la gara contro il Cagliari con il precedente match casalingo contro l’Udinese, si può notare che pur avendo la stessa ampiezza sul campo (circa 30 metri), la manovra offensiva contro i friulani avvenne per il 60% centralmente, e il 40% sulle fasce. Contro i sardi Insigne e Callejon hanno giocato molto più centralmente, molto più a ridosso della punta, e lo stesso Hamsik ha agito molto centralmente. Pur mantenendo lo stesso modulo, Sarri e i suoi uomini sono in grado di variarne significativamente lo sviluppo sul campo, anche a seconda del modo di difendere degli avversari. Spesso ci si sofferma soltanto sui moduli e poco sulle consegne tattiche, ci si lascia attrarre dai cambi evidenti, e poco dai dettagli. Sono proprio i dettagli che fanno la differenza e non i giudizi di pancia.

A spasso con i numeri
Come detto il fraseggio è stato altissimo, ben 950 passaggi a fronte di una media stagionale di 617, il 54% in più. La precisione totale è stata del 91%, e non è stata la prima volta che il Napoli in questo campionato ha infranto il muro del 90%. Infatti, anche contro il Pescara e il Crotone in casa, e la Lazio fuori, gli azzurri avevano superato tale soglia. Il triangolo difensivo con 331 passaggi ha rappresentato il 35% del totale. Le due catene di sinistra e destra non hanno avuto particolari differenze, rispettivamente con 258 e 242 passaggi, anche se Hamsik ha giocato una ventina di minuti in meno rispetto a Zielinski. Hamsik è stato molto presente nel gioco con 102 fraseggi, e addirittura il 96% di affidabilità, una percentuale altissima visto il maggior coefficiente di difficoltà dovuto alla zona di campo occupata.

Conclusioni
Il Napoli ha fatto sua la gara dopo pochissimi minuti, trovando subito il gol, eppure nel primo quarto d’ora il Napoli fino ad adesso aveva segnato solo il 10% dei suoi gol totali. E’ evidente che gli azzurri sono entrati in campo con la giusta concentrazione e convinzione. Resta il rammarico per non aver chiuso subito la gara, ma aver lasciato il risultato in bilico per tutto il primo tempo. Anche il gol subito nel finale offre motivi di riflessione a chi come il mister sa su cosa dover lavorare per migliorare questo team quasi perfetto. Tutto è perfettibile, e la ricerca del 10% che manca per consacrare questo ciclo passa per alcuni di questi dettagli da limare.

Commenti

commenti

Redazione

VivoNapoli, la testata giornalistica che ha l’ambizione di diventare un interlocutore importante, capace di lanciare proposte e idee per contribuire allo sviluppo di tutto il territorio napoletano. Ogni giorno costanti aggiornamenti su fatti di cronaca e politica, ma anche approfondimenti e curiosità che riguardano il mondo dello spettacolo e della cultura.