LA PROTESTA/ Il Comitato Vele di Scampia contro il sindaco

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di Simone Porpora

NAPOLI – Sembra destinato a non finire mai. Sembra una maledizione. Continua il calvario degli abitanti delle Vele di Scampia che hanno iniziato una forte protesta occupando i cantieri delle nuove case in Via Labriola e Via Gobetti. Il motivo? Sono stati cambiati i criteri di assegnazione dei nuovi alloggi popolari. Così è nata la rabbia e la voglia di farsi sentire da parte di tutte quelle famiglie che per troppo tempo sono state in silenzio. Il municipio ha deciso di intraprendere la strada delle convocazioni incrociate piuttosto che proseguire sulla linea classica che avrebbe dovuto seguire la graduatoria dei 107 assegnatari di Scampi. Cosi oggi è il giorno delle prime 9 famiglie delle vele, ma romani toccherà invece agli sfollati dell’ex Motel Agip e ai residenti di via Sogliano. Forte la risposta degli abitanti delle Vele che hanno placato la propria ira e la rabbia solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine.

IL SIT-IN – Ma la voce, quella no, non è stata placata. Il Comitato Vele di Scampia si è riunito in un sit-in nel pieno centro di Piazza Municipio chiedendo un incontro con il sindaco, e ricevendo risposta soltanto da Enrico Panini, assessore alla casa. L’assessore ha precisato che la precedenza spetterà sempre agli abitanti delle Vele, i quali a seconda del numero di componenti della famiglia e dei metti quadri della casa riceveranno un alloggio.

IL CASO – A complicare e rendere ancora più tesa la situazione è stata l’esclusione di ben 21 famiglie dalla lista e dalla graduatoria. Anche su questa pungente questione si è espresso l’assessore Panini, il quale ha minuziosamente spiegato che le famiglie tagliate fuori sono state escluse per carichi pendenti e che, pur non condividendo la procedura, si è stati costretti ad applicare la leghe regionale. Alcune delle 21 famiglie che si sono ritrovate fuori dalla graduatoria sono uscite a causa della possidenza di una seconda abitazione.

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