GIORNO DELLA MEMORIA/ Bacoli conferisce cittadinanza a 4 ebrei rifugiati nel 1946

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Bacoli conferisce cittadinanza a 4 ebrei che si erano rifiugiati in città

BACOLI – Il Comune di Bacoli conferisce la Cittadinanza Onoraria a quattro ebrei che nel 1946 si rifugiarono in città presso “Villa Scalera”. La proposta, deliberata dalla Giunta Comunale, sarà approvata durante il Consiglio Comunale straordinario convocato per lunedì 26 gennaio 2015, alle ore 17, presso l’Istituto scolastico Paolo di Tarso di Bacoli. Insieme ai quattro conferimenti ci saranno i ringraziamenti per l’Associazione Culturale “I Valori di Bacoli”.

ATTO DOVEROSO – «Il nostro è un atto dovuto verso un popolo vittima del più aberrante e vergognoso crimine concepito e meticolosamente attuato da esseri umani. – spiega il Sindaco di Bacoli, Ermanno Schiano – Oggi vogliamo onorare anche i tanti cittadini di Bacoli che aprendo il proprio territorio al gruppo ebrei, spontaneamente e, in modo autentico, coniugarono fattivamente il rispetto degli antichi e sacri doveri di ospitalità con la solidarietà. Questo episodio, quasi totalmente ignoto e presente solo nei ricordi di pochi cittadini bacolesi superstiti di quegli anni, va categoricamente sottratto al definitivo e completo oblio e deve assurgere a memoriale perché custodisca e testimoni uno slancio collettivo e solidale, prodotto da sentimenti, valori umani e sentimenti politici di cui la Comunità di Bacoli deve sentirsi fiera e consapevole».

90 EBREI SOPRAVVISSUTI – La Cittadinanza Onoraria sarà conferita ai signori Mordechai Peled, Ben Zion Gasner, Eliezer Mejerovic, Hana Bar Yesha, accolti da gennaio ad agosto 1946 dalla comunità di Bacoli presso l’ex Villa Scalera, appartenenti a un gruppo di circa 90 ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio di Bergen Belsen, Buchenwald, Mathausen, Dachau, Auschwitz e Theresienstadt, per prepararsi al viaggio verso Eretz Israel, la “Terra di Israele”. A questo gruppo se ne aggiunse, alla fine di luglio dello stesso anno, un altro costituito da 183 persone. Una presenza, necessariamente prudente e discreta per comprensibili e motivati ragioni di sicurezza, che attivò scambi, contatti e reciproci attestati di amicizia, soprattutto tra i giovani presenti nel gruppo e quelli che vivevano nei pressi di Villa Scalera

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Redazione

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