Il caso Cavani: l’improprio paragone con il caso Maradona

250 0

Mezza Europa è sulle sue tracce. Manco fosse il terrorista più temuto d’occidente. Tutti lo vogliono. Tutti lo cercano. Il cellulare del suo procuratore, Triulzi, probabilmente sarà ad un passo dalla deflagrazione. Parigi, Londra, Manchester (doppia sponda), Madrid. Se esistessero ancora i vecchi centralini, la cara centralinista, forse, si sarebbe presa un bel periodo di ferie.

Inutile negarlo. Il caso c’è. E’ stato montato ad arte. E, ad arte, è stato riproposto il paragone con il caso che coinvolse Diego Armando Maradona negli anni ’90. Oggi il carnefice (o almeno pseudo-tale) sarebbe Aurelio De Laurentiis, la cui unica colpa sembra essere quella di esigere il rispetto di un contratto che volle fortemente proprio Edinson Cavani (e immaginiamo che il suo entourage ne fosse a conoscenza).

La situazione è molto più chiara, però, rispetto a quanto molti vogliono far credere. Senza voler fare retorica, o populismo o pura demagogia, al momento Edinson Cavani è un dipendente della SSC Napoli S.p.A. Assunto e remunerato in virtù di un accordo contrattuale sottoscritto da entrambe le parti in totale libertà. Cavani è legato al Napoli da un contratto che scadrà soltanto nel 2017. Per ottenere la cessione offrendo le sue prestazioni sportive ad altre società, Cavani deve provvedere al pagamento di una clausola rescissoria pari a 63 milioni di euro. Ovviamente nessuno si aspetta che lo faccia di tasca sua, ma chiedere e strepitare perché sia il Napoli a rinunciare ai suoi diritti, è davvero troppo.

Il caso Maradona, anche se qualcuno ha ritenuto opportuno equipararlo alla vicenda Cavani, è totalmente diverso. In quel caso non c’era una clausola (Maradona non l’avrebbe mai accettata). In quel caso c’era un impegno sulla parola tra l’allora presidente Corrado Ferlaino e il Pibe de Oro. Quell’accordo verbale tra “galantuomini” prevedeva che Maradona avrebbe disputato l’ultimo anno al massimo delle sue potenzialità e, in cambio, Ferlaino avrebbe acconsentito alla cessione a fine stagione. Ovviamente l’ex patron azzurro nega quell’accordo. Ma Maradona lo ha sempre confermato. E, forse, andò davvero così. Ferlaino, come noto, non rispettò i patti e “costrinse” il beniamino dei partenopei a restare a Napoli (anche pagando cifre folli per l’epoca).

Le differenze sono eclatanti e macroscopiche. Nonostante si provi a sostenere il contrario. Innanzitutto (è bene sottolinearlo, non sia mai sia sfuggito a qualcuno) Cavani non è Maradona. Inoltre Cavani ha un impegno che ha liberamente sottoscritto ricevendo, quale corrispettivo, un ingaggio che prima avrebbe soltanto potuto immaginare. Infine (magari è sfuggito anche questo) se è vero che Cavani ha dato molto al Napoli, è altrettanto vero che Cavani a Napoli è diventato il bomber ricercato da mezza Europa. Maradona no. Maradona fece il Napoli. Letteralmente. Dall’estate del 1984 Maradona per Napoli non è stato soltanto l’attaccante, ma è stato colui che il Napoli lo ha ricostruito per condurlo, poi, ai successi che tutti i tifosi napoletani ricordano. Ferlaino compreso.

Massimo Esposito

Commenti

commenti

Redazione

VivoNapoli, la testata giornalistica che ha l’ambizione di diventare un interlocutore importante, capace di lanciare proposte e idee per contribuire allo sviluppo di tutto il territorio napoletano. Ogni giorno costanti aggiornamenti su fatti di cronaca e politica, ma anche approfondimenti e curiosità che riguardano il mondo dello spettacolo e della cultura.