Un calcio al razzismo, Afronapoli-Quartograd 3-1

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Napoli. Giornata afosa al comunale di Capodimonte. Oggi si affrontano le compagini del Quartograd e dell’Afronapoli, rispettivamente vincitrice del campionato di terza categoria e finalista nazionale del torneo AICS. L’occasione dell’incontro è l’iniziativa indetta dai vertici AICS per sensibilizzare le autorità e l’opinione pubblica circa il problema dell’integrazione dei ragazzi immigrati. Abbiamo a questo proposito intervistato il presidente dell’AICS Campania, il dottor Alessandro Papaccio.

Dottor Papaccio, con quali finalità nasce questa iniziativa?

 Questa iniziativa è stata fortemente voluta dall’AICS con lo scopo di dare un segnale alle istituzioni. Vogliamo sensibilizzare le autorità sul tema dell’integrazione razziale. Siamo dell’avviso che lo sport sia uno dei più importanti mezzi di aggregazione per i ragazzi, un modo per toglierli dalla strada, e troviamo assurdo che La burocrazia non consenta a molti di questi giovani di fare sport.

Mi parli della sua Associazione, di cosa si occupa l’Aics?

L’AICS di prefigge l’obbiettivo di permettere a tutti di fare sport. Come le ho già detto noi riteniamo che fare sport, oltre che salutare, sia un attività che permetta a tutti di aggregarsi in un contesto sano, come ad esempio in una partita di calcio. La nostra associazione ha sedi in tutta Italia e non si occupa solo di calcio, offriamo ai nostri associati un ampia rosa di sport che vanno dalla danza classica al rugby.

Ci sono altre iniziative sociali in cantiere ?

Si. Dimostreremo la nostra vicinanza anche alle fasce più disagiate della popolazione. Abbiamo indetto per il mese di ottobre una manifestazione per la legalità che si terrà a Scampia.

 

Per la cronaca si è concluso con il risultato finale di 3-1 per l’Afronapoli il match che ha visto opposte due buone formazioni, comprensibilmente rimaneggiate a causa degli impegni lavorativi di molti atleti che, ricordiamo, non sono professionisti e non percepiscono alcun tipo di compenso economico. Ad ogni modo abbiamo assistito a un buon match, giocato a viso aperto da entrambe le squadre. Il numero di gol ci lascia intuire infatti che le due squadre non si sono risparmiate, la partita è stata dura ma corretta, non ci sono stati falli ai limiti del regolamento. I parziali della partita sono: primo tempo 1-0 per l’afro, secondo tempo 3-1. Da segnalare al 20’ del secondo tempo la pregevole rete del numero 14 del quartograd, Canetti, che coglie fuori dai pali il portiere avversario e segna con un pregevole colpo sotto che si insacca nel sette. Il tutto per la gioia dei tifosi accorsi sul campo nonostante la calura estiva. Abbiamo avuto occasione di intrattenerci con i presidenti delle due squadre, Antonio Gargiulo per l’afronapoli e Giorgio Rollin per il Quartograd  i quali ci hanno rilasciato due brevi interviste.

Dottor Gargiulo, come nasce il progetto Afronapoli ?

Il progetto Afronapoli nasce nel 2009, per unire la passione per il calcio all’integrazione sociale dei ragazzi immigranti.

L’Afronapoli si può definire una vera e propria “Nazionale della solidarietà”, quante e quali sono le nazionalità dei calciatori coinvolti?

Sono tantissime le nazionalità coinvolte. Ci sono ragazzi africani, in particolare di Capo verde e senegal, ragazzi sudamericani e naturalmente ci sono anche tanti ragazzi napoletani.

Dove si trova il vostro campo sportivo e come vi gestite dal punto di vista economico ?

Il nostro campo di casa è il Buonocore di San Giovanni a teduccio. Per i primi anni siamo ricorsi a una sorta di “autofinanziamento”, i ragazzi con maggiori possibilità economiche contribuivano a pagare il fitto del campo e a comprare il necessario per gli allenamenti, ora abbiamo uno sponsor che ci aiuta da questo punto di vista.

Quali sono i vostri progetti per il futuro ?

Non le nascondo che la nostra aspirazione è quella di poterci iscrivere a un campionato ufficiale della FIGC, senza ovviamente nulla togliere all’ AICS a cui dobbiamo grande riconoscenza per come ci ha accolti e trattati in questi anni. La nostra priorità è sensibilizzare le istituzioni circa il problema dell’integrazione dei ragazzi, a partire dalla concessione dei permessi di soggiorno.

Segue l’intervista a Giorgio Rollin, Presidente dell’associazione sportiva Quartograd

Come nasce la squadra?

La squadra nasce dall’esperienza del torneo antifà, un torneo della provincia di Napoli, che ha come obbiettivi l’aggregazione giovanile e la divulgazione degli ideali antifascisti. 1 anno e mezzo fa abbiamo deciso di compiere il “salto” e di far parte di un vero e proprio campionato federale. Siamo molto felici perché pur non offrendo alcun rimborso economico alle selezioni si sono presentati circa 70 ragazzi.

 

Com’è il bilancio del vostro primo campionato ?

Il bilancio è positivo, positivissimo. Abbiamo vinto il campionato all’ultima giornata dopo un lungo testa a testa contro una squadra (il Marano ndr ) fortissima. Il bilancio delle nostre attività è positivo anche per la rete di consensi che abbiamo creato intorno alla nostra squadra. Siamo, secondo me, l’unica squadra che dopo le partite mette in pratica il cosiddetto “terzo tempo” e, secondo il nostro principio fondatore, quello dell’integrazione sociale dei giovani, spesso e volentieri dopo le partite ci riuniamo tutti insieme per bere una birra in compagnia degli avversari.

La vostra associazione oltre alla finalità calcistica porta avanti anche progetti politici ?

Noi riteniamo che non ci siano grosse distinzioni tra le due cose. La nostra squadra, quando scende in campo, persegue quello che è il nostro credo, ovvero la lotta a ogni forma di razzismo. Il tutto ovviamente cementato dall’ideale antifascista, che è quello che ci accomuna un po tutti.

Quali sono i vostri progetti futuri ?

I progetti sono tanti, forse troppi. Anzitutto dobbiamo “evolverci” dal punto di vista organizzativo perché con la vittoria del campionato e il passaggio in II categoria andremo ad affrontare trasferte più dure sia dal punto di vista organizzativo che dal punto di vista calcistico, e in ogni caso vogliamo continuare a portare avanti il nostro progetto sociale. A settembre ci sarà l’innesto di un paio di calciatori per affrontare la nostra nuova realtà ,ma in massima parte sarà confermata la squadra dello scorso anno.

 

Antonio Folle

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